IX puntata: Rod Stewart e Rete 4
Dopo l'ospite di Lauren che ci aveva mollate in cima a un palco di Broadway, quando due giorni fa ho ricevuto un email di uno dei miei ospiti (quelli che coccolo e chiamo e abbraccio, e parlo di politica, e rido, e non dico "my pleasure" e metto faccette nelle mail che non iniziano mai con "Dear Mr." insomma uno di quelli per cui rompo qualunque etichetta impresariale)((qualcuno qui direbbe comandamento)) dicevo, quando ricevo una sua mail dicendo che aveva due entrate per il concerto del giorno dopo al Madison Square Garden (THE MOST FAMOUS ARENA IN THE WORLD), (insisto... dopo il Colosseo cazzoni!) ho tremato... mi sono immaginata sul megascreen costretta a un pubblico e megamediatico karaoke in inglese, fuori tempo, accecata dai riflettori e con ai piedi le pantofole!
Decido cmq di scegliere il da farsi in base al cantante... e chi era????? chi era????
Rod Stewart!!!
A rega’ un tuffo totale negli ‘80, un sessantenne ancora pieno de capelli (e se s’è fatto il trapianto! Pippo Baudo gli dovrebbe chiedere il numero dell'estetista perchè so proprio tanti quei capelli) che ancora va lì, riempie the most famous arena, riceve grida femminili arrapate con i suoi jeans e giacchetta di pelle e i suoi movimenti a sculetto (che io m'immaginavo ogni volta che scuoteva il sedere che si rompesse l'anca da un momento all'altro, e chiudevo gli occhi per istinto come quando si vedono scene troppo violente in tv... come sono sensibile...).
Beh, sono andata co’ n’amica perchè questo momento di storia americana non si può perdere e risulta che i posti erano in braccio a Rod Stewart, prima fila sotto, ma dico proprio sotto perchè non c’è la marana di gente in piedi ma solo posti seduti (e te credo la media erano 50 anni ma ‘ndo pogano e saltano questi...), tanto che gli potevo contare le zampe di gallina.
Non conoscevo la prima canzone quindi mi sono dedicata a una rapida analisi della fauna locale: nel nostro settore solo o riccastri sessantenni o fan sfegatati sessantenni più qualche donna trentenne con gli ormoni fuori decennio.
Ma discutiamo della security della most famous arena in the world che ha placcato letteralmente una poveraccia di 50 anni che aveva trovato miracolosamente l’equilibrio necessario per salire sul palco, ringalluzzita dal suo idolo che cantava “If you want my body and you think I’m sexy come on sugar let me know”.
Questa è stata agguantata con una violenza da dogana del JFK di fronte a liquidi sospetti (tipo disinfettante lenti a contatto, biberon, cartucce per penne stilografiche...) e portata di peso (e di peso ce n’era tanto) fuori dalla portata del suo idolo e magari in galera per 24 ore così impara a essere TROPPO anni ‘80 quando ormai siamo nel 2000!
Alla seconda canzone il mio spirito di osservazione è andato in vacanza travolto da note conosciute e archiviate nella memoria da secoli... "It’s a heartache, nothing but a heartache... tonight is the night, it is gonna be alright...”, poi mi sono pure quasi commossa a “still I look to find a reason to believe... knowing that you lied straight-faced while I cried… still I look to find a reason to believe... someone like you makes it hard to live without, somebody else, someone like you makes it easy to give never think about myself...” ma poi il mega momento storico è arrivato e mi sono sgolata a “I WANNAAAAA KNOWWWW HAVE YOU EVER SEEN THE RAAAAAIN”.
La mia amica mi ha guardata sconvolta e mi ha detto: “E meno male che non sei una fan!” e io gli ho sparato un: “OH ma questa è quella dei Bellissimi di Rete 4!!! Questa SE DEVE canta’!!! (la mia amica mi ha guardata perplessa visto che è spagnola e “los guapissimos de telecuatro” ancora non sono stati esportati).
Per tutte le notti che ho aspettato le 11 per vedere finalmente qualcosa di decente!! (e poi incazzarmi come una iena con quella mora tettona che li annunciava, perchè il 60% delle volte erano i “Bruttissimi di rete4”, repertorio completo di Alvaro Vitali e il trash italiano che è così trash che manco si ritiene degno della rivalutazione del trash).
Avevo pure il pass per il back stage e sarei potuta andarlo a ringraziare per avermi fatto rivivere le mie cantate notturne pre-film mentre mio padre grida: “sei ANCORA in piedi???” e io: “NooOOOooOOO... mo spengo...” e un’ora dopo: “MA CHE SEI ANCORA IN PIEDI??? ....NOoooOOooooO... sto seduta...” e tipica risposta ormai rassegnata: “Ah Robbe’ però!! E che cavolo...”.
Ma rega’ questa gioia non ve l'ho potuta dare, perdonatemi!
Il concerto è stato chiuso da “Forever Young” e come senno’... e io ho pensato che non fosse proprio sbagliato che la cantasse, non nel senso ovvio voglio dire.
Che scegliere di non ritirarsi e beccarsi i commenti sarcastici di una che magari avrà vissuto una vita manco un decimo intensa come la sua, non mi sembra poi del tutto una scelta sbagliata, fregarsene voglio dire.
Se non lo avesse fatto io forse non avrei più cantato la sigla dei Bellissimi di Rete 4...
“Someone told me long ago there's a calm before the storm, I know; It's been comin' for some time. When it's over, so they say, It'll rain a sunny day, I know; Shinin' down like water. I want to know, have you ever seen the rain? I want to know, have you ever seen the rain comin' down on a sunny day? Yesterday, and days before, sun is cold and rain is hard, I know; been that way for all my time. 'til forever, on it goes through the circle, fast and slow, I know; It can't stop, I wonder”.
VIII Puntata: San Valentino e Broadway
Ho scoperto che il 14 di febbraio è un festività celebrata oltreoceano con le stesse identiche modalità italiane: un tripudio di cioccolatini (infilati nelle mie tasche a manciate visto che per arrivare il ufficio passo davanti alla pasticceria dell' hotel - dramma colesterolico diario) rose rosse e ristoranti pieni di coppie e\o amiche single che devono rimediare alla mancanza di vita di coppia sbronzandosi in gruppo e affermando ad alto ed acuto volume quanto sia disprezzabile avere un fidanzato.
Io sono stata invitata a Broadway per il debutto di un nuovo musical “Spring awakening”.
Lauren ha ricevuto due entrate per il teatro da un ospite che ha deciso non andare e tutte allegre e contente ci dirigiamo (cagandoci sotto dal freddo qua c’è la neveeee) verso la 49.
All’entrata indicano la platea e lei mi fa’ “Sono proprio buoni posti”, tutta orgogliosa, e aggiunge “Visto che non abbiamo speso una lira ti invito a prendere un bicchiere di champagne” e mentre ci avviamo al bar ci dicono che possiamo lasciare borse e cappotti in un armadietto e ci danno la chiave. Laren tutta contenta mi fa “Abbiamo anche l'armadietto!!”".
Con il bicchiere in mano e il biglietto in mano continuiamo verso le prime file e arrivati in fondo non trovando la nostra lettera ci fermiamo a chiedere e sento... “Stage”.
Come stage????? ‘Azzo vuol dire stage??? Vuole proprio dire stage, palco, ci dobbiamo sedere sul palco in mezzo agli attori e ci fanno pure “Non potete salire con il bicchiere” e via 20$ nella pattumiera...
Guardo Lauren con un’espressione mista fra l’odio profondo e la risata isterica e riesco solo a dire “mo’ capisco perchè il cliente t’ha mollato i biglietti...”.
Lei ha la faccia a senso di colpa al cubo.
Ci sediamo su queste due sedie sul palco e lo spettacolo comincia.
Mi concentro nel tenere i piedi contratti sotto la sedia perchè questi ballano e cantano e ci manca solo che gli faccio lo sgambetto, quando a un certo punto uno seduto accanto a me tira fuori il microfono, l'occhio di bue mi acceca e questo comincia a cantare una canzone rock a squarciagola nel mio orecchio sinistro.
Laurel si morde la lingua per non sbottare a ridere io mi contraggo le dita per non ammazzarla di botte.
Superato il trauma e recuperata la vista, un nuovo shock: secondo atto, i due adolescenti protagonisti decidono che è il momento di passare ai fatti e si sdraiano ai miei piedi, lei sotto lui sopra, e lui...: SI! si leva i pantaloni e mi piazza il culo in faccia metre si sdraia su di lei e NO, per la cronaca non era un momento comico del musical.
Accosto la mia bocca all’orecchio di Lauren e le dico “I can count the hair on his ass”.
S’è conficcata le unghie nella coscia per non rompere il momento di pathos...
Donne, perchè finire a vedere uno spogliarello il giorno di San Valentino quando potete andare a teatro e respirare tra le chiappe di un attore???!!!
Un’ora dopo le nostre di chiappe erano distrutte visto che le sedie su cui erano poggiate erano di legno liscio stile panca della chiesa.
Ci alziamo con dolore e mentre ci dirigiamo affamate verso il ristorante dico solo: “La prossima volta che sei così gentile da invitarmi a teatro, invita qualcun altro”.
3 bicchieri di vino dopo commentavamo dimensioni e solidità dell'attore (riferendoci alla sua interpretazione ovviamente....).
Ho scoperto cosa prova un attore sul palco, ma essendo pubblico ho desiderato con tutta l’anima essere nel buio della sala e, allo stesso tempo, alzarmi e cantare con loro.
Sdoppiamento di personalità a San Valentino.
Sarà colpa di quel sorso di champagne!
Baci dal gelo newyorkino!