Free Blogger Federico Aldrovandi Viaggi disordinati

Appunti sparsi di un irrequieto senza fissa dimora

Eccomi

Utente: karestia
Complicato dire chi io sia, ma essenzialmente sono un viaggiatore che spera di poter vedere il piu' possibile, da piu' punti di vista, sotto diverse luci. Vorrei capire. A giudicare ci pensino gli altri.

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domenica, 22 aprile 2007
Un'Italiana nella Grande Mela

XII puntata: Twin Peaks
 
 
Tempo di viaggi nell'ufficio commerciale della compagnia:
Veronica: Berlino - Madrid – Parigi
Stacey: Atlanta - Miami - Boston – Chicago
Barbara: San Francisco - L.A.
Roberta... Fredericton...
Ehhhh???
Ma ‘ndo sta???
Sta nel mezzo della landa Canadese del New Brunswich.
Da Montreal al paesello, dal finestrino dell’aereo, ho visto in ordine: pine trees, macchie bianche circolari che dopo un’ora ho identificato come laghi ghiacciati, pine trees again... non c’è nessuna casetta piccolina in Canadà!
Arrivo nella ridente cittadina nota nel Canada per... base militare... entusiasmoooo.
Nella stanza dell’aeroporto, cioè nell’aeroporto che è una stanza, foto appese alle pareti di MISSING WOMEN... con bella foto in primo piano delle scomparse, di quelle foto agghiaccianti scattate per la sera del prom, quando c’hanno quei bracciali col fiore sul polso, i capelli tirati anni ‘60 e lo sfondo celestino.
Esco, fa freddo ma c’è il sole.
Bandiere con foglie d’acero, si, sono in Canada, facciamocela prendere bene.
Ma la foglia d’acero svetta a mezz’asta, allegriaaaa.
Chiedo al ragazzo accanto a me, 7 soldati morti in Iraq.
Un elicottero militare arriva dalla landa dei pine trees.
Un taxi ci prende su in 3.
Davanti un uomo con tic nervosi e un inglese livello uno, si fa lasciare nel mezzo nulla e sorride strano e io, mentre viaggiamo verso quel  nulla, immagino il mio faccione contro uno sfondo celestino, appeso a una parete di un aeroporto: missing.
Non ci disperiamo, l'albergo è vicino.
Rimango due secondi con la valigia davanti a questa specie di castello rimodernato (in peggio) con guglie gotiche e mura grigie, neve tutta intorno e sull’altro lato un fiume largo e forte, in cui non mettereste nemmeno il dito mignolo per paura di essere trascinati a Boston per la corrente.
Camera 669,  numero del diavolo?
Quasi.
Nel corridoio moquettato mi immagino scorrazzare in un triciclo, girare il collo come nell’esorcista e prendere un’ascia per fare fuori la povera Delma che arriva quel pomeriggio e che non fara’ altro che lamentarsi di quanto gli manca la sua famiglia e che non le piace viaggiare... Maro’ che palle.
Decido che Twin Peaks alias Fredericton deve avere un lato positivo... ma i freak si moltiplicano... nel centro dove presento "Hotels of NY" ci sono nell’ordine i seguenti personaggi: la donna allergica a qualsiasi prodotto - per cui ci avvertono che niente deodorante, profumo... insomma facciamo finta che non puzziamo; la donna forever young - che si spara siringhe di botulino sopra gli occhi per dimostrare 5 anni meno (e non lo abbiamo dedotto, lo diceva lei orgogliosa); il disco rotto umano - uomo capace di scordare qualsiasi input e ripetere la stessa domanda una ventina di volte in un’ora, completo memento.
E via dicendo...
Decido che David Lynch ha sbagliato completamente ambientazione e una parte di me all’improvviso capta un senso nella follia che fa prendere in braccio un fucile e ammazzare il vicino perchè il cane ha fatto i bisognini sulla aiuola tirata su con tanto amore.
Ma... Montreal mi aspetta... 3 giorni di vacaza nel Quebec!
Montreal: tempesta di neve che non hanno da 10 anni in Aprile e di cui in totale riescono a ricordare altre 3 come questa.
Camminando per le strade, nessuno.
Tutti sottoterra dove scorre un centro commerciale, versione moderna e consumistica del concetto di catacomba.
Un’amica mi raggiunge da NY.
La amica si rivela un’alcolista (e se lo dico io...).
Si scola bottiglie da sola e tra una conversazione e l’altra confessa: “Mai avuto un orgasmo” (l’amica in questione è anche molto bella e non te lo aspetteresti) e confessa un terrore verso l’inaspettato che la fa essere una control-freak (eccone un altro di personaggio...).
La famiglia viene descritta in base a preferenze alcoliche: “A mamma piace lo scotch, papà ed io vino, mia sorella vodka”, il che mi fa pensare che di bottiglie se ne scolano tutti parecchie.
Ma lei porta orecchini e forma di perle e maglioncini cachemire, lucidalabbra perfetto, l’incarnazione della perfetta ragazza americana, sana e pulita.
Un altro essere mezzo-rotto di questa generazione di senza punti fissi.
Sopravvissuta a questa settimana mi considero cittadina onoraria di Twin Peaks, forse mi daranno le chiavi della città.

Postato da: karestia a 16:27 | link | commenti (2)
viaggi

venerdì, 13 aprile 2007
Un'italiana nella Grande Mela

XI puntata: The little Russia by the sea
 
 
A chi dice che noi italiani siamo un popolo di senza patria incapaci di dare valore alle tradizioni, vorrei far vedere le mail di panico di questa settimana che hanno preannunciato una OBBLIGATA celebrazione pasquale (profana ovviamente) in cui ci si lanciava programmi alternativi sotto un comune denominatore “Che famo a Pasqua???”.
Insomma, se i colori e il disegno della nostra bandiera scarseggiano in fantasia e l’inno è una marcetta un po’ ridicola, ciò non vuol dire che non ci si abbracci tutti sotto il comun denominatore pasquale di pranzo/scampagnata.
L’italiano medio è anche un bel testardo privo di spirito di adattamento perchè per noi Pasqua = Primavera (e continuiamolo a farlo questo errore di non cagare il weather man e non collegarci al weather forecast) così, più cocciuti di un tavolo di marmo abruzzese, decidiamo che siamo rondini quando ancora scorrazzano pinguini…
Un errore che ci porta dritti dritti al mare per poi finire a scorrazzare sulla spiaggia di Coney Island con -2 gradi, prendendo in faccia un davvero originale misto di sabbia/neve… cioè neve… a Pasqua… ohhhhh stiamo a Aprileeeee , ma bastaaaaaa!
Dopo un davvero molto pauroso giro nella casa dell’orrore del Luna Park di Coney Island (dove l’unica emozione era data dal cigolio della carretta che secondo me era stata controllata l’ultima volta nell’82) perchè ovviamente le montagne russe e la ruota panoramica con la tempesta de neve le fate voi…; mi dirigo sul lungomare a difendermi dalla specie Americana di pterodattilus gabbianus (adesso capisco finalmente il film di Hitchkock)…, che secondo me si nutre dei famosi hot dog di Nathan’s pure lui come tutta la popolazione locale.
Affamati dalla lotta con i pennuti del paleozoico decidiamo che il momento topico è giunto: la magnata de Pasqua.
Così prendiamo su la stuoina (perchè SI, DICIAMOLO, Sonia con la neve e -2 si è portata la stuoina…e l’olio solare no?????!!!!) e ci dirigiamo a Brighton Beach dove io personalmente ho avuto l’istinto di cercare il passaporto in tasca visto che all’improvviso tutto è scritto in cirillico, ma TUTTO.
Non sapendo dove andare entriamo in un supermercato e chiediamo per un ristorante (russo ovviamente) e tutti ci guardano perplessi… ci guardano perplessi perchè NESSUNO parla inglese!
Nessuno meno la fantastica Marina che ci manda dritti dritti da “Primorski” (non è uno scherzo… si chiama proprio così).
Primorski: ristorante stile disco anni ’80 con palla e pista da ballo, candelabri di finto cristallo e camerieri in cravattino.
Roberta (la mia omonima del nord Italia) lancia un “Beh beviamo vodka liscia a pranzo no?” e tutti la guardiamo con una faccia tipo “Non ce la faremo mai, chiediamo anche acqua, una Diet Coke, succo d’arancia, qualunque cosa possa diluire…”.
Dico solo che dopo il primo litro di vodka liscia ne abbiamo chiesto un altro mezzo… in 4… osteee… portace da beveeeee.
Siamo stati a tavola quelle 3 /4 ore necessarie per non farci salire nausea russe (anzi Georgiane perchè il ristorante era Georgiano) e siamo finiti a casa verso l’una , accompagnati dal nostro angelo custode russo trapiantato negli States da secoli che, dopo tutto quell’alcol e quella stanchezza, decide di riportarci in macchina ognuno alla propria mangiatoia per poi andare a lavorare alle 6 di mattina… e che fa??? che lavoro fa???
Lavora per la società che controlla il buon funzionamento dei semafori di NY… ho il terrore di vedere il bollettino stradale di oggi…
Frase storica: Sabrina (commentando con Isaac, il nostro amico russo, i caratteri somatici dei camerieri del Ristorante Primorski) “Si vede che non sono russi ma georgiani, assomigliano molto di più a quelli dell’Adzerbaijan che ai russi”… ?????????????...
Buona Pasqua a tutti voi da “Britghton Beach, the little Russia by the sea” (senza nessun passato comunista ovviamente… non scherziamo!).
Si, avevo bisogno di natura, di riempirmi le scarpe di sabbia, di vedere il tramonto sullo sfondo di una montagna russa di legno che si tuffa nel mare.
E di vodka! 

Postato da: karestia a 15:07 | link | commenti

domenica, 08 aprile 2007
Cronaca di una vita centroamericana

I puntata: “Saludos desde Guate”.
 
New entry nel blog!
Flavia, amica ed ex collega di lavoro, trasferitasi in Guatemala con il marito per lavorare ad un programma di cooperazione che andrà avanti per un paio d’anni.
Spero entri a far parte di coloro che hanno voglia di raccontare con continuità le loro esperienze lontano dall’Italia ma nel frattempo la ringrazio per aver fatto il primo, importante passo.
¡Adelante viajeros y gitanos!
Raccontate tutto quello che potete!
 
Guatemala città in stato d’assedio!
E’ stato un mese duro per la città di Guatemala.
Abbiamo iniziato con l’enorme voragine che si è creata in piena città, nella zona 6.
Le foto hanno fatto il giro del mondo.
Tre morti e molte famiglia hanno perso la casa.
Si parlava da giorni di rumori provenienti dal sottosuolo, probabilmente una faglia nel precario sistema fognario.
Non ha fatto il giro del mondo invece la notizia dell’uccisione di 3 deputati salvadoregni e del loro autista mentre venivano in Guatemala per una sessione del parlamento centroamericano.
Ad ucciderli è stata la polizia stessa.
I colpevoli, arrestati quasi subito, sono stati a loro volta uccisi 3 giorni dopo nel carcere di alta sicurezza nel quale erano detenuti!!!
Improvvisamente ci si indigna per qualcosa di cui tutti conoscono l’esistenza: gli squadroni della polizia.
Sono stati fatte tante ipotesi, altri arresti, ministri destituiti, ma la verità probabilmente non la conosceremo mai.
Il mio ufficio si trova nella zona 10 e la casa non molto lontana.
Qui si trovano la maggior parte degli uffici e degli alberghi dove si svolgono i principali eventi. Ogni volta vengono chiuse le strade, il traffico deviato, centinaia di poliziotti e guardie del corpo riempiono le strade dando un colpo d’occhio impressionante.
Abbiamo iniziato con la visita di Bush.
Le autorità locali riponevano molte aspettative nella visita di 24 ore del presidente americano, soprattutto in un maggiore appoggio al paese, alla lotte al narcotraffico e in modo particolare al tema degli immigranti.
Tema molto dibattuto in questo periodo a causa degli innumerevoli clandestini residenti negli USA. 
Contrastanti le reazioni rispetto ai risultati di questa visita.
Le principali proposte del presidente sono state di dare vita ad un piano regionale contro il narcotraffico, promuovere programmi sull’educazione e la salute (formazione del personale medico) e appoggiare la Comisión Internacional contra la Impunidad en Guatemala (Cicig) e le esportazioni di verdure dell’occidente del paese oltre ad offrire appoggio affinché ci siano elezioni libere il prossimo settembre.
Queste le “offerte” del presidente Bush, nessun accordo firmato, non un passo indietro rispetto alla deportazione degli immigranti.
Bush ha poi passato il testimone al BID (Banco Interamericano de Desarrollo) che ha tenuto la sua XIX riunione dei governatori (hanno partecipato 5 capi di stato e 4500 personalità!).
In questi giorni si sono svolte, sedute plenarie, fori e seminari con la società civile, il settore privato e i giovani, per quasi una settimana.
Stesso scenario: stessi hotel della zona 10, migliaia di poliziotti, strade chiuse, traffico in tilt e i poveri chapini (e io!) che devono fare i salti mortali per arrivare al proprio posto di lavoro.
In questa settimana sono state prese diverse decisioni e lanciate nuove iniziative.
Tra queste ricordo la decisione di “condonare” debiti a Bolivia, Guyana, Haiti, Honduras e Nicaragua per diversi milioni di dollari.
Il Guatemala non è tra questi paesi.
Negli stessi giorni davanti a questi hotel, mentre si svolgevano le sedute di lavoro, centinaia di guatemaltechi hanno protestato criticando la politica del BID per il fatto che la maggiora parte dei programmi di sviluppo riguarda il settore privato e non la popolazione più vulnerabile.
Siamo poi passati alla III Cumbre continentale dei popoli indigeni con delegazioni di Bolivia, Perú, México, Colombia, Ecuador, Venezuela, Nicaragua, El Salvador, Panamá e Stati Uniti.
La 3 giorni si è svolta tra le rovine maya di Iximché, Tecpan, Chimaltenango.
L’evento è iniziato con rituali e cerimonie maya, i sacerdoti e le guide spirituali hanno inaugurato l’evento invocando saggezza e chiarezza per i partecipanti.
Da parte del Guatemala hanno partecipato 75 delegazioni di comunità maya tra cui: k’iche’s, kaqchikeles, mames y q’eqchi’es.
La cumbre è terminata con la condanna a Bush e a tutti i governi neoliberali, la condanna del trattato di libero commercio che il governo degli USA ha firmato con alcuni paesi latinoamericani, proclami ai governi contro lo sterminio dei popoli indigeni e le discriminazioni contro questi popoli, appoggio alla candidatura alla presidenza di Rigoberta Menchù e a Evo Morales, presidente boliviano, per la sua candidatura al premio nobel e tanto altro ancora.
Abbiamo chiuso il mese di marzo con la visita dei reali di Spagna e ci prepariamo per la “Semana Santa”.
La settimana per eccellenza delle vacanze.
In questo giorni la città si svuota, siamo in piena estate e tutti vanno al mare a godersi un po’ di sole in attesa della stagione delle piogge ormai alle porte, senza dimenticare le tante processioni di questi giorni, un mix tra sacro e profano, molto sceniche e vissute con grande trasporto.
Abbiamo poi la famosa infiorata di Antigua (ne fanno una uguale al paesello dei miei genitori!!): un tappeto di diversi km di fiori con i quali vengono fatti dei quadri molto belli.
Vi auguro una felice Pasqua.

Postato da: karestia a 11:29 | link | commenti
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